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lunedì 23 dicembre 2013

Chalkboard calligraphy - lavagna sul muro

Sapevo che da qualche parte prima o poi l'avrei infilata. E alla fine la scelta è caduta sotto una delle due finestre della cameretta di Vittorio.

Ama tanto disegnare con i gessetti sulla piccola lavagna che gli ho comprato qualche settimana fa. Disegna "palla", un coso informe che pare più un chicco d'uva spiaccicato.

Ho semplicemente dipinto una porzione di parete con la vernice lavagna (si trova da ogni buon ferramenta fornito in vernici). Una volta asciutta, è pronta da utilizzare. Ovvio che il muro di base deve essere mediamente rasato, altrimenti sarà impossibile scriverci.

Poi, prima che il nano la tempesti con i suoi chicchi d'uva spiaccicati, l'ho inaugurata con una scritta che è un po' un augurio per lui: fai ogni cosa con amore. Che è quello che di solito faccio io.

Ho preso qualche spunto per la calligrafia su Pinterest, sulla mia pagina Chalkboard Calligraphy se ne trovano parecchi.

E infine ho cominciato. Ho capito di avere un metodo basico (prossimamente condividerò un video): tracciare prima delle linee che facciano da guida alla scritta. Comporre la scritta stilizzata e infine rifinirla. Il risultato è questo. Migliorabile ma accettabile!



domenica 15 dicembre 2013

Due ghirlande di natale DIY per me

Non son degna di questo blog, ecco la verità. Non ci posso credere che è il 15 dicembre e io ancora non ho pubblicato nulla sugli addobbi DIY di casa mia. Il motivo è che di fatto quest'anno sono stata scandalosa. Mi sono lasciata travolgere da altre mille cose e il risultato è aver fatto poco o nulla.

Ma bando alle ciance. Da adesso mi applico, lo giuro. Intanto qui faccio vedere le mie due ghirlande. Una "vera" e tradizionale, con l'abete e le pigne. Unica aggiunta, i pom pom di lana.

L'altra è fatta con le mollette e il washi tape. E' divertente perché si realizza in un'oretta e costa zero. Potete attaccarci le cartoline natalizie, le foto, quello che vi pare.

Entrambe le ghirlande hanno come base una stampella di ferro, che ho modellato a cerchio. Dietro le mollette ho incollato anche un cerchio di cartone per tenerle ferme e non farle ruotare. JOY!

















giovedì 5 dicembre 2013

Christmas wreath, alias la ghirlanda di Natale DIY

Mi sono persa per strada un paio di giovedì, e avevo pensato che almeno questo fosse quello giusto. Poi mentre facevo la mia quotidiana cernita del "questo sì" e "questo no" mi sono resa conto che la premessa della rubrica "my home made wishlist" a cui mi ha invitata a partecipare Mammapiky e lanciata da Mammabook è l'handmade italiano. Invece la ghirlanda natalizia (christmas wreath) che risponde al mio gusto è soprattutto di ispirazione statunitense e scandinava. Questo per dire che odio le robe dorate e argentate. Che mi piacciono ipersemplici o istrioniche, ma non troppo classiche. Mi piacciono i materiali non convenzionali, comunque. La mia preferita qui sotto è quella fatta con le caramelle rosse e bianche alla menta. "Dolcissima". Tutti i riferimenti a quelle che vedete sono sulla mia pagina Pinterest nella sezione Christmas.

Non sono riuscita a ritrovare la foto di una ghirlanda stupenda fatta con i pop corn... Provate!

L'altr'anno ne ho realizzata una tricolore con i pom pom di lana, da regalare a mia madre. L'ha apprezzata da morire. Nei prossimi giorni ne pubblico qualche foto. Fate anche voi la vostra, spazio alla creatività!













martedì 3 dicembre 2013

W for white, W for winter

Una maxi coperta di lana per scaldarti davanti a un vecchio film. Da sola o in compagnia.

Un dolce che ti si scioglie in bocca, bianco e soffice.

Un filo di luci e una stella di legno, perché per portare il natale in casa basta poco, quasi sempre.

Una cucina scandinava e minimale, un top dove c'è solo quello che serve e che conta. Ma che puoi arricchire quando vuoi con quello che ti pare. Da sporcare e poi sgomberare, da infarinare e poi bagnare. Dove regna il bianco e l'essenziale.

Un po' di silenzio, il bisogno che almeno per un attimo i rumori siano ovattati. Come se su tutto sia caduto un manto spesso di neve. Bianca, appunto.


Bianco. Il non colore, o il colore per eccellenza. Sporco o candido, crespo, freddo, etereo. Mi piace da sempre, anche se siamo lontani, tendenzialmente. Ma quando arrivano le giornate gelide, quando penso al Natale e all'inverno, per me c'è il bianco. Che nel mio ideale si sposa con il marrone e il grigio, in ogni loro declinazione. 





 
Credits: Pinterest

venerdì 8 novembre 2013

Christmas time inspiration - calendario dell'avvento DIY

Stavo pensando oggi che di New York c'è una cosa che odio, ma dalla quale alla fine mi lascio travolgere rimanendone impigliata. E' il consumismo sfrenato che ruota attorno alle grandi festività. Tralasciando il particolare che per loro anche la sagra della salciccia è una grande festività.

Il 1 novembre, cestinate le - per loro ormai "vecchie" - zucche di Halloween e gli scherzetti e zombie vari che popolavano tutto e tutti, sono spuntati fuori gli alberelli di natale, le righe bianche e rosse, i candy canes, i pinguini che cantano le canzoncine natalizie e un po' di neve finta. Nonostante i 15 gradi celsius e le mie sudate ormai passate alla storia.



Da Container Store passando per Home Depot, finendo in qualsiasi cartoleria, anche la più scamuffa, ti vengono in mente un milione di idee per confezionare un natale coi fiocchi anche se mancano ancora quasi due mesi. Io incredibilmente non ho comprato nulla, tranne un pupazzo musicale troppo bello da regalare alla mia amica Tati che li ama troppo.

Ho pensato che una delle cose più divertenti per il DIY natalizio sono i calendari dell'avvento, che non ho mai fatto in vita mia né mai ricevuto. Quest'anno con Vittorio potrei realizzarne un paio che mi sono piaciuti. Ecco qualche spunto. :)

 







Credits: Pinterest.com

mercoledì 30 ottobre 2013

Le note positive dell'autunno

Le mezze stagioni. Non è vero che non esistono più. Esistono, sono in corso e io le odio. Sto male come una vecchia di novant'anni da due mesi. Mi bombardo di ricostituenti che hanno il solo effetto di mettermi addosso la fame dello scaricatore di porto. Quando mi sta per passare tutto, quando sono lì lì per uscire dal tunnel del malessere e del malumore, il mostro mi riattacca qualche suo bacillo maledetto. Poi io a lui, poi lui di nuovo a me. Così all'infinito, credo a questo punto. Fino al prossimo 15 agosto.

L'unica cosa bella di questo schifo di vita mia malaticcia autunnale è la possibilità di vestire il nano con i primi strati a cipolla. Io amo i pullover, i cappelli, i calzini, i foulard al collo alla francese. Lui meno, ma ha tutta una vita per fare il contestatore. Per ora decido io.