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venerdì 14 marzo 2014

Happy White Day!

Manco da troppo tempo. Ma sono viva. Ecco, volevo solo aggiornare questo luogo e dire che sono viva. Un po' spezzata, ma viva. Magari quando riacquisto tempo e lucidità snocciolo pure cosa vuol dire "spezzata".

Ma oggi lo sapete che è il White Day? Il giorno bianco. Il 14 marzo in giappone si celebra una giornata in bianco, dal colore del cioccolato che viene donato in cambio dall'uomo alla donna che a sua volta, esattamente un mese prima, per San Valentino, aveva dichiarato il suo amore con del cioccolato scuro.

Nota bene: il regalo dell'uomo deve avere un valore doppio o triplo di quello della donna. Come per il cioccolato di San Valentino, anche per il white day esistono tre categorie di doni:
  • honmei-choko (本命チョコ "cioccolato del favorito") che si consegna alla persona amata
  • tomo-choko (友チョコ "cioccolato dell'amico") regalato agli amici
  • giri choco (義理チョコ "cioccolato d'obbligo"), dato per convenzione sociale a colleghi e compagni.
(Fonte: Wikipedia.org)

Io negli ultimi mesi mi sono districata in un fiume di black days, ma oggi... Beh oggi me lo concedo anch'io un giorno in bianco. Mente libera, zero pensieri, cioccolato bianco, pulizia. Ci provo, almeno.












martedì 7 gennaio 2014

Come smantellare un albero di Natale

Rimuovere le palline. Rimuovere le luci. Berci e mangiarci su potentemente con la tua migliore amica a mezzanotte e due minuti.

venerdì 15 novembre 2013

Cosa vuoi di più dalla vita?

Capita anche di tornare a casa tardi dal lavoro, un po' provata dalla giornata fitta fitta di cose, e trovare lui che addormenta Vittorio nel suo lettino. E che quando ha finito ti prende per mano, apre piano la porta del salone accostata. Ed eccolo là, splendido splendente. Il tavolino déco che avevi visto al mercatino! Caro abbastanza per non comprarlo subito, abbastanza per metterti lì a pensare come starebbe in salone e se ne valga la pena.

E quando ti avvicini scopri che non solo è assolutamente perfetto nelle condizioni (a parte il piccolo restauro di cui necessita sulle zampe di legno laccate), ma che sta benissimo lì. E poi ti gusti tutto quello che c'è sopra: una selezione di formaggi ricercati, le marmellate e le mostarde, i taralli, una bottiglia di ottimo rosso. Due calici. E una giovane pianta di girasole.

Cosa vuoi di più dalla vita?





giovedì 14 novembre 2013

Voglio vivere al Civico4

Hai presente quel posto che non conosci, in cui non sei mai stato prima, che però ti fa sentire bene ancora prima di entrarci? A me non capita quasi mai.

Stamattina alle nove mi sono catapultata a Monti. Ero lì per un appuntamento al 2 periodico, di cui racconterò presto. E quando sono uscita, passeggiando, spontaneamente mi sono inchiodata davanti all'ingresso di Civico4. Maurizio, il proprietario, trafficava con il cellulare poggiato di spalle sul muro del locale, appena ristrutturato. Due battute e in un attimo eravamo dentro e mi raccontava di quel design perfetto studiato e realizzato da Alessandra, il suo architetto.

Quando ho visto gli specchi tutti diversi su quella prima parete, nello stile di cui parlo qui, ho avuto un sussulto e devo aver sfoderato un sorriso enorme. "Dove ci sono gli specchi c'è sempre di mezzo una donna". Maurizio ha ragione, è quasi sempre così.

Le lampade industriali dei primi del Novecento, ma anche gli elementi di luce più contemporanei, come quelli scelti sopra al bancone. La cucina d'acciaio a vista. La credenza riesumata da una vecchia farmacia francese.

Le cementine recuperate ad Assisi (ma che si possono trovare anche da Maffettone, a via di Panico, a Roma), sui toni del non colore e con il disegno geometrico retró mi hanno trasportata in un istante nelle scelte stilistiche che ho incontrato qualche giorno fa nei locali newyorchesi più riusciti.

Tutto molto al suo posto. Ricercato. Pensato ma non ridondante. Una bella luce e un bel mood. La romanità giusta. Sia del proprietario, sia quella che dalla strada si insinua nel locale attraverso le grandi aperture verso l'esterno, sfruttate ad arte come punti d'approdo del cliente che seduto su uno sgabello può osservare cosa accade fuori.

Amo Monti. È chic. È un ombelico di creatività. È un concentrato di originalità e buon gusto. Nei ristoranti, negli empori, nei cafè, nei concept store. Ognuno unico e pieno di fascino.

Se oggi dovessi pensare a una zona di Roma in cui rispecchiarmi e vivere, è lì.





















venerdì 1 novembre 2013

Always a good idea

Ti eri dimenticata molto di lei. Dei suoi ritmi assurdi e alienanti, di quelle frasi gentili ripetute come un mantra da chi ti accoglie alle sue porte. Dei taxi gialli, milioni di taxi gialli che ti chiedi dove portino tutta questa gente.

Ti eri dimenticata che il suo skyline visto mentre arrivi spacca il cielo in due. Che il suo autunno è rosso fuoco e Central Park è un film romantico ogni minuto diverso.

Ti eri dimenticata che il primo giorno con lei ti sconvolge l'esistenza. Perché quando il tuo corpo ti dice che è ora di andare a dormire, il tuo orologio segna ancora le quattro del pomeriggio.

Ti eri dimenticata l'arte che raccoglie, l'avanguardia che insegue, la vita che le pulsa dentro e intorno.

Ti eri dimenticata anche quelle facce curate, determinate e sole, le facce di chi non ha bisogno di nessuno, tantomeno di te. Le facce che popolano l'opening della galleria più ricercata e dello spot più inarrivabile. Le stesse facce che l'ultima volta non ti hanno fatto rimpiangere di essere tornata a casa, nel tuo mondo.

Ti eri dimenticata che una terrazza di un locale al diciottesimo piano di un grattacielo di meatpacking è in grado di farti venire una vertigine totale e travolgente, come stasera allo Standard. Con quelle sue luci anni '50 e quell'arredo sofisticato e retrò. Che ti porteresti a casa tutto. Anche la musica. Anche gli odori. Anche il panorama.

Ti eri dimenticata che questa città avevi imparato ad amarla come un uomo ama una donna bella e spudorata, energica e colorata.

Sei a New York City e non vorresti per nessun motivo essere altrove.













venerdì 25 ottobre 2013

Un weekend per.

Per dormire.

Per fumare una sigaretta fino alla fine, senza fretta.

Per leggere.

Per stare con i vostri figli.

Per fare shopping.

Per un lungo bacio al vostro uomo.

Per viaggiare.

Per vedere un film sotto le coperte.

Per camminare su un prato verde.

Per lavorare, se vi tocca.

Per fare le sei di mattina con la vostra migliore amica.

Per pensare e basta.

Per respirare, di nuovo.

Buon weekend a tutte...










sabato 19 ottobre 2013

Today's inspiration: mirrors

In camera, in salone, in cucina - perfino. Tanti, mescolati col resto. Diversi tra loro o tutti uguali. Antichi, moderni, contemporanei, vecchi. Fatti da te. Comprati in un mercatino o da un rigattiere. Firmati da un maestro di design. Tondi, quadrati, lunghi, stretti, divertenti o seriosi.

Specchi. Per ricordarti chi sei - in caso te ne fossi dimenticato. Per compiacerti, se ti piaci. Per accettarti, se non ti vai giù. Li odiavo, da adolescente. Ora li amo. Perché mi hanno insegnato anche loro a conoscermi e amarmi.