Parti da una casa quasi finita, con dentro un bimbo di quindici mesi proprio oggi. Che corre e gioca e prova a parlare e dà mille baci al giorno. C'è anche un nuovo progetto che sta prendendo piede e forza, che ti fa tremare e sognare. Ci sono parole non dette, frasi dette in fretta, incomprensioni e dolori.
Indietro di qualche frame, una lunga vacanza con mari turchesi e giri in motorino senza casco e vento nei capelli e ritrovarsi ragazzini insieme, ritrovarsi e basta dopo periodi di silenzi e incomprensioni. C'è il primo compleanno di un bambino vestito alla greca, che cresce alla velocità della luce, che ha gli occhi verde intenso e un sorriso che ti porta lontano. Prima ancora nuvole bianche di polvere e cemento, dentro la stessa casa da stravolgere e rendere nostra. C'è il non vedere mai luce, c'è l'avvelenarsi perché mai nulla è esattamente come lo vorresti. Ci sono tempi lenti, tempi morti, rabbia e stanchezza.
Indietro. Una casa piccola piccola incastrata in un rione popolare, piena di noi, piena di oggetti e di ricordi. Una casa da svuotare e abbandonare, in una mattina grigia scura dei primi di luglio.
C'è una festa a sopresa in bicicletta nei vicoli di Roma, un apritivo con fragole e champagne, ci sono gli amici di sempre. Fiumi di cene e pranzi e i primi progetti sulla casa nuova.
Indietro. Riprendere a lavorare dopo 5 mesi di stacco. Ricerchi i ritmi, la voglia, l'energia, la testa. Indietro ancora. Eccolo là, Vittorio che rende il Natale nuovamente Natale, per la prima volta. Vestito da piccolo alpino ma col cappello di Santa Claus. Ci sono le risate di tua madre, gli sguardi, le liti e poi le riappacificazioni e l'amore di tuo padre, le nuove idee che crescono, ma che prima ancora nascono.
Poi c'è il 13 novembre 2012. Tre mesi di tuo figlio che ti sembrano una vita lunga e complicata. Ma anche il primo giorno di questo luogo che da allora ti aiuta sempre un po' a capire meglio chi sei e cosa ti piace.
Ora che il nastro è riavvolto te ne stai seduta per un po' sul tuo letto nuovo. Ti guardi intorno. Ti godi la memoria e alla fine pensi che dopo tutto ci sia ancora molto da fare, ma sicuramente moltissimo da festeggiare. Un mare di palloncini colorati e svolazzanti per me, grazie. E una fetta di red velvet, anche. Bella grossa.
















































