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lunedì 8 aprile 2013

Liebster. No, non è una parolaccia.

Poi un bel giorno una dolcissima mamma in attesa (che ringrazio e stimo per il coraggio) decide di premiarmi con questo Liebster blog award, che non avevo la più pallida idea di cosa fosse. E ho scoperto che è un’iniziativa ideata in Germania per premiare blog che abbiano meno di 200 followers. Visto che io non ne ho nemmeno uno, direi che mi è andata di lusso. Una simpatica e tecnologicissima catena di Sant'Antonio che però fa un sacco piacere.

Per far continuare questo scambio di informazioni tra blog bisogna:

Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio, citandolo nel post dedicato al premio stesso.
Rispondere alle 11 domande proposte dal blog che ti ha premiato.
Scrivere 11 cose su di te.
Scegliere e premiare altri 11 blog con meno di 200 followers.
Formulare 11 domande a cui loro dovranno rispondere.
Informare i blog vincitori del premio ricevuto.

Una specie di lavoro di fatica, ma superato lo sforzo iniziale poi si va sereni. Ecco qui:

Un film che ti è servito in adolescenza o ti è servito per superare un brutto periodo? Pretty woman. Quando finivo di guardarlo ero convinta anch'io di essere “quella gran culo di Cenerentola”.
Una canzone la cui atmosfera ogni volta ti consola? A woman left lonely, di Janis Joplin. Piace anche a mio figlio, ma nella versione di Cat Power. Intenditore.
La cosa che ti capita più spesso di rimandare? Tutto ciò che mi viene imposto e schedato come “urgente”. Automaticamente entro in modalità PAUSE.
Il telefilm del cuore (ma anche I telefilm va..)? Da adolescente seguivo ossessivamente Beverly Hills ma ogni volta che Dylan faceva il pirla con Brenda mi ripromettevo di non guardarlo più. Anni dopo è subentrato Sex and the City, ma non riconoscendomi in nessuna delle quattro Marie non mi sono veramente appassionata. Il mio vero mito è Dexter: molto gnocco, odia tutti e vuole far fuori i cattivi. Lo amo.
La faccenda di casa più noiosa? Tutte, se sono faccende. E a quel punto le delego o le rimando in via permanente (vedi punto 3).
Hai degli animali? Sì, due: una talpa e un maiale nano. Si chiamano Gabriele e Vittorio.
Una cosa che pensavi: non ce la farò mai, e invece poi ce l’hai fatta? Quante ore ho? Il diploma, poi la laurea, poi l'esame professionale, poi... Quasi tutto nella mia vita. La più difficile e importante però è stata il parto naturale, che era uno dei miei incubi ricorrenti.
Una frase/parola che ripeti spesso in questo periodo? “Qualcuno ha un letto?”
Vai a letto alle ore.. E' una battuta? Non la capisco.
Avessi dei soldi extra, faresti… Lady Gaga. Cioè canterei, mi vestirei in modo improponibile, girerei il mondo e infine sposerei Taylor Kinney.
Tu e i fornelli… Un amore mai consumato abbastanza.

Undici cose su di me:
Non sono abbastanza acculturata, ma ci si può lavorare.
Non sono abbastanza intelligente, ma non ci si può lavorare.
Un barattolo di Nutella va aperto solo se si è in grado di finirlo. Io sono quasi sempre in grado.
I tulipani sono il mio fiore preferito, e di mia madre.
Ho un grande progetto in testa che mi elettrizza e mi stressa, mi preoccupa e mi fa sorridere, mi mette ansia e mi dà la carica. Sogno di costruire qualcosa di solo mio.
Il mio cheesecake è il più buono del mondo.
Vittorio, mio figlio, è esattamente il bambino che avrei voluto avere.
Sto per iniziare a ristrutturare quella che diventerà la “mia” casa. La sogno luminosa, calda, originale, funzionale. Fa parte delle questioni di cui sopra sopra, al punto 7.
Ho dei piedi orribili.
Quando mi sveglio la mattina ricordo perfettamente cosa ho sognato la notte.
Suonavo il pianoforte ma poi ho smesso e oggi non ricordo nulla. Quando sento altri suonare non ho alcun rimpianto: sono molto più bravi di me.
Ora le domande per voi.

Le undici domande-piaga per le vincitrici:

La sera torni a casa e rovesci la tua borsa sul letto. Ci trovi:
La mattina esci di casa e non scordi mai...
Devi fare un collage di sole tre foto del passato per raccontarti. Quali scegli?
Il tuo blog ti ha aiutata a...
Il tuo uomo dei sogni ha tre pregi e tre difetti. Quali?
Il tuo uomo vero ha tre pregi e tre difetti. Quali?
Sushi o amatriciana?
Quaderno di carta o tablet?
Una frase che ripeti continuamente:
Al risveglio, energica oppure muta e intrattabile?
Liebster, una palla da uno a undici?

Infine eccole, le Liebster-martiri:

Cronache Unte
Squa
L'ascia sull'uscio
Rachele Racconta
Aule in tempesta
Wannabe Figa.

Gli altri cinque... boh. Non ce la posso più fa'.

mercoledì 30 gennaio 2013

Tempo taglia 52

15 giorni secchi.
Si chiamerebbe "blocco dello scrittore". Se non fosse che io non sono una scrittrice.
Non è nemmeno "blocco del blogger", perché oltre a suonare male è pure inesatto. Non sono una blogger. Cioè un po' lo sono perché questo è un blog. Però non sento di avere il "blocco del blogger".
È più il "blocco di una trentenne che ha un figlio di quasi sei mesi e un blog su cui riversa fiumi di parole quasi inutili e che non riesce ad aggiornarlo perché la sua giornata sfortunatamente dura solo 24 ore, ma solo 13 o 14 percepite, nelle quali lavora a tempo essenzialmente pieno e fa altre milleduecentotrentatré cose". Ecco.

Mi sento un po' in colpa verso questo coso qui, il blog appunto. È come avere un cagnolino che alla prima difficoltà abbandoni sul ciglio della strada. Perfino mia madre, che ancora non ha capito a cosa serva scrivere di me e del nipote su un computer a fruizione di non si sa bene chi, mi ha detto: "ma il blob non lo scrivi più?".
Mi sento ancora più in colpa quando mi guardo intorno e vedo mamme molto sprint che sono sempre sul pezzo e aggiornano di brutto. Un post al giorno minimo e passa la paura.
Il figlio si alza in piedi? Loro aggiornano. Il figlio dice "palla"? Aggiornano. Fa la cacca? Sbava? Rutta? Aggiornano imperterrite. Tenaci. Delle macchine da guerra. Beate loro.

E io le capisco. L'istinto ce l'ho pure io. Certe volte guardo quell'elemento buffo che mi arreda la casa da agosto e lo noto fare delle cose divertentissime. Una decina di giorni fa ad esempio ha cominciato a "lallare" con grande convinzione. Appena sveglio, steso sul letto accanto a me, mi fissava come se avesse visto Luke Skywalker al supermercato e di botto è partito: "Da. Dada. Dadaaaa-A-eeeeeDDe. DU. Aeeeeh."
Gli ho risposto "Mi avevi già convinta al primo Da". Lui ha continuato a disquisire per circa mezz'ora. A parte la pelata, le gengive senza l'ombra di un dente e un debito di 100cm in altezza, sembrava un adulto.
Ogni mattina va così. Allora mi sono detta: che bello, mo' lo scrivo subito sul blog. Poi però ogni volta mi assale un doppio freno.

Quello interiore: tutti i bambini dell'età di Vittorio fanno esattamente le stesse identiche cose. Mica vorremo noi madri illuderci di avere il bambino più intelligente. Il più sveglio. Il più simpatico. Quello che si alza prima. Quello che mangia la pappa in anticipo. L'ingenuità dei primi tempi l'ho messa nel cassetto quando mi sono guardata intorno e ho visto gli altri nani. Cloni di mio figlio. Un pianeta popolato di alieni piccoli e tutti uguali. Non c'è scampo.

Poi il freno esteriore: come dicevo in cima, il tempo che non c'è. In questa fase della mia vita mi sento come quelle grassone che a un certo punto dimagriscono decine di chili ma quando vanno a comprare i pantaloni nuovi continuano a chiedere la taglia 52. È una roba mentale, credo. Il non volersi disancorare dalla propria coperta di Linus. Nel mio caso specifico temo di non voler accettare che le mie proporzioni temporali siano definitivamente stravolte.
Ma mi hanno assicurato che passa. E io mi fido.