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lunedì 2 dicembre 2013

Heading back home

Il weekend è trascorso e di Amsterdam ti restano

- la gente esaurita che ti urla HUE perché non corri abbastanza in bicicletta e non tieni la destra.

- la vetrina di vibratori a doppia, tripla e quarta uscita che ti hanno bloccato la crescita per sempre.

- le prostitute ciccione cellulitiche in vetrina, che ti fanno sentire super in forma nonostante il doppio caramel brownie di Starbucks che ti sei mangiata sotto lo sguardo attonito dei tuoi amici.

- le vedute dei canali la sera al tramonto, che ti fanno venire voglia di dipingerle anche se non sai dipingere.

- il mercatino di natale, la pista di pattinaggio e la scritta "I AMsterdam", che sogni di fotografare da quando l'hai vista in chissà quale cartolina turistica del passato, e di salirci sopra. Ma siccome sei cresciuta alla fine ti limiti a infilare la testa nel buco della "e".

- SUMO, il sushi all you can eat. Una tavolata schifosamente gonfia che fa gioire i commensali ma che attenta duramente alla vita del tuo compagno, il quale non mangerà mai più sushi se non sotto tortura e pagato.

- le case che pendono in avanti e le mille ipotesi e suggestioni sul perché da parte di ciascuno di noi, che sommate danno seimila suggestioni, la cui chiosa è stata un disinvolto "ma anche sti ca**i".

- Le Nike Jordan da teppista del Bronx taglia 23.

- Flow, che nella sua edizione annuale mi ha regalato una gioia immensa in aeroporto, sulla via del ritorno. Il migliore acquisto del viaggio per le paper addicted.















giovedì 7 novembre 2013

Back to reality

Non pensiate che io mi sia data definitivamente alla macchia nella grande mela. Sono tornata alla base questa mattina ma gli ultimi giorni a NYC sono stati un frullatore di eventi e cose e pensieri e ricordi. Riordinarli e dar loro un senso compiuto non è mica facile.

Sono tra l'altro sotto doppio jet lag. Quello del ritorno, ovviamente, e quello dell'andata che non ho mai veramente smaltito. Insomma sono un vero straccio vecchio. Non bastano creme idratanti e pioggia di melatonina: mi serve un recupero lento e rispettoso dei miei bradipici organici tempi.

Dopodiché cosa dire? E' stato un intramezzo splendido, fatto di amicizia soprattutto. Quella che mi lega alla mia migliore amica, la quale per l'ennesima volta - ma forse mai come in questa occasione - mi ha resa fiera di starle vicino. Tanto fiera.

Ho girato moltissimi video, in questi giorni. Mercatini, shopping, mangiate epocali. La maratona. Noi. Me.

Spero di condividerli qui sopra prestissimo. Appena mi ripiglio.

sabato 2 novembre 2013

Un suicidio assistito

Se sai di essere debole al vintage, sappi che entrare nel Flea Market di Chelsea significa andarsi a suicidare.

È che questi maledetti sono i re del marketing e del packaging, sono capaci di venderti una soletta di scarpe rotta convincendoti che sia unica.

Alla fine ho rischiato grosso ma mi sono contenuta. Ho comprato solo dei cubi di legno per Vittorio e delle foto anni trenta di nudi di donne (sempre per il principio che spiegavo, ti vendono anche quello che non vorresti). E un paio di scarpe. E una maglietta. E dei cerotti colorati. E un vestitino. E... Vabè.

Comunque il Flea Market per come l'ho visto oggi non esisterà più. Hanno comprato l'intero building per 60 milioni di euro e tutta questa gabbia di matti si sposterà altrove per lasciare spazio a un enorme albergo.

Negli anfratti del mercato ho conosciuto una signora di origini coreane - molto ben nascoste sotto un chilo di cerone e diverse sedute di botox - che mi voleva vendere una vetrina déco meravigliosa convincendomi a portarla con me come bagaglio a mano. Un metro e venti per un metro. Follia. Alla quale naturalmente stavo per cedere. In quel marasma di oggetti accatastati mi ha guardata e mi ha detto "you know what babe, time and space are the real luxury of our times. I have none of the two. That's why I am so unhappy". Eppure aveva un sorriso meraviglioso che non lasciava trasparire la minima tristezza.























venerdì 1 novembre 2013

Always a good idea

Ti eri dimenticata molto di lei. Dei suoi ritmi assurdi e alienanti, di quelle frasi gentili ripetute come un mantra da chi ti accoglie alle sue porte. Dei taxi gialli, milioni di taxi gialli che ti chiedi dove portino tutta questa gente.

Ti eri dimenticata che il suo skyline visto mentre arrivi spacca il cielo in due. Che il suo autunno è rosso fuoco e Central Park è un film romantico ogni minuto diverso.

Ti eri dimenticata che il primo giorno con lei ti sconvolge l'esistenza. Perché quando il tuo corpo ti dice che è ora di andare a dormire, il tuo orologio segna ancora le quattro del pomeriggio.

Ti eri dimenticata l'arte che raccoglie, l'avanguardia che insegue, la vita che le pulsa dentro e intorno.

Ti eri dimenticata anche quelle facce curate, determinate e sole, le facce di chi non ha bisogno di nessuno, tantomeno di te. Le facce che popolano l'opening della galleria più ricercata e dello spot più inarrivabile. Le stesse facce che l'ultima volta non ti hanno fatto rimpiangere di essere tornata a casa, nel tuo mondo.

Ti eri dimenticata che una terrazza di un locale al diciottesimo piano di un grattacielo di meatpacking è in grado di farti venire una vertigine totale e travolgente, come stasera allo Standard. Con quelle sue luci anni '50 e quell'arredo sofisticato e retrò. Che ti porteresti a casa tutto. Anche la musica. Anche gli odori. Anche il panorama.

Ti eri dimenticata che questa città avevi imparato ad amarla come un uomo ama una donna bella e spudorata, energica e colorata.

Sei a New York City e non vorresti per nessun motivo essere altrove.













giovedì 31 ottobre 2013

Checklist prepartenza

Sveglia presto nonostante assenza nano - check.

Incontro per il progetto in embrione nel mio baretto di Trastevere - check.

Eliminazione macro ricrescita capelli perché portarla a ny costituisce sacrilegio - check.

Work duties tra manifestazioni e traffico mortale - check.

Pranzo frugale anzi quasi nullo - check.

Regalo DIY per migliore amica con annessa colla sulle dita e vernice ovunque pure sui capelli appena rimessi a nuovo - check.

Materiale riprese audio e video per catturare tutto e tutti fra esattamente 20 ore - check.

Valigia - unchecked.

Vogliafelicitàgioiaentusiasmoidee - check check check check check.

Si paaaaarte.