- la gente esaurita che ti urla HUE perché non corri abbastanza in bicicletta e non tieni la destra.
- la vetrina di vibratori a doppia, tripla e quarta uscita che ti hanno bloccato la crescita per sempre.
- le prostitute ciccione cellulitiche in vetrina, che ti fanno sentire super in forma nonostante il doppio caramel brownie di Starbucks che ti sei mangiata sotto lo sguardo attonito dei tuoi amici.
- le vedute dei canali la sera al tramonto, che ti fanno venire voglia di dipingerle anche se non sai dipingere.
- il mercatino di natale, la pista di pattinaggio e la scritta "I AMsterdam", che sogni di fotografare da quando l'hai vista in chissà quale cartolina turistica del passato, e di salirci sopra. Ma siccome sei cresciuta alla fine ti limiti a infilare la testa nel buco della "e".
- SUMO, il sushi all you can eat. Una tavolata schifosamente gonfia che fa gioire i commensali ma che attenta duramente alla vita del tuo compagno, il quale non mangerà mai più sushi se non sotto tortura e pagato.
- le case che pendono in avanti e le mille ipotesi e suggestioni sul perché da parte di ciascuno di noi, che sommate danno seimila suggestioni, la cui chiosa è stata un disinvolto "ma anche sti ca**i".
- Le Nike Jordan da teppista del Bronx taglia 23.
- Flow, che nella sua edizione annuale mi ha regalato una gioia immensa in aeroporto, sulla via del ritorno. Il migliore acquisto del viaggio per le paper addicted.



























