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martedì 3 dicembre 2013

W for white, W for winter

Una maxi coperta di lana per scaldarti davanti a un vecchio film. Da sola o in compagnia.

Un dolce che ti si scioglie in bocca, bianco e soffice.

Un filo di luci e una stella di legno, perché per portare il natale in casa basta poco, quasi sempre.

Una cucina scandinava e minimale, un top dove c'è solo quello che serve e che conta. Ma che puoi arricchire quando vuoi con quello che ti pare. Da sporcare e poi sgomberare, da infarinare e poi bagnare. Dove regna il bianco e l'essenziale.

Un po' di silenzio, il bisogno che almeno per un attimo i rumori siano ovattati. Come se su tutto sia caduto un manto spesso di neve. Bianca, appunto.


Bianco. Il non colore, o il colore per eccellenza. Sporco o candido, crespo, freddo, etereo. Mi piace da sempre, anche se siamo lontani, tendenzialmente. Ma quando arrivano le giornate gelide, quando penso al Natale e all'inverno, per me c'è il bianco. Che nel mio ideale si sposa con il marrone e il grigio, in ogni loro declinazione. 





 
Credits: Pinterest

mercoledì 20 novembre 2013

Baby outfit, la nuova rubrica zuzzurellona


Donne (ma anche uomini, mammi e zuzzurelloni volendo), sono lieta di presentarvi la mia nuova rubrica dall'intuitivo titolo "oggi vado in giro così". Non io. Il nano.

In realtà già in passato mi è capitato un paio di volte di condividere gli outfit di Vittorio. Ma stavolta ci aggiungo un brevissimo videocazzeggio che renda l'idea.

Per questa prima puntata propongo un look novembrino chic in blu. Pullover "très cool", montgomery, camiciola stilosissima e mini duilio. Chi si innamora di qualcosa in particolare troverà in fondo le marche e laddove possibile i link a chi li vende. 

Chi schifa tutto me lo dica in serenità. Io leggerò con interesse e poi quasi sicuramente continuerò a vestire Vittorio come mi pare. Eh eh.

P.s.: inauguro una lunga serie di post in cui apparirà il marchio Oeuf Be Good, che ho scoperto qualche giorno fa a New York. I tessuti, il gusto, le linee. Amo tutto e se facesse cose anche per me, mi ci vestirei dalla testa ai piedi.






Montgomery: Giesswein
Cappello: misto cachemire (mercatino piazza Verdi, Roma)
Maglione "très cool": Oeuf Be Good
Sciarpa: Oeuf Be Good
Pantaloni blu: Cherokee
Camicia: M. Ferrari - Mini Me 

sabato 24 novembre 2012

Voglia d'autunno

Voglia di viali ricoperti di foglie rosse, di zucche dentro e fuori dal piatto, di caldarroste agli angoli delle strade. Di colazioni con torta di castagne e caffelatte.

Voglia di autunno, di vestirsi di autunno, di respirarlo nell'aria fredda. E la sensazione che stavolta durerà solo pochi giorni, per fare spazio a un inverno che ogni anno se ne divora un pezzetto.

Voglia di vestire il nano da ragionier Filini, riempirlo di baci, portarlo a spasso in quei viali alberati arancioni e gialli e porpora e coprirlo da questo sole tenue e rassicurante.









giovedì 22 novembre 2012

Pane, Roma e fantasia

Roma sa trasformare una giornata qualsiasi in poesia.

Un muro che cade a pezzi, due tappeti, un gatto. Qualche luce natalizia e una vecchia lanterna. A Roma basta poco per farti sentire parte di qualcosa di romantico e reale.
Una passeggiata fra le rovine del Ghetto, quel forno piccolo piccolo ma che profuma di frolla tutto il Portico d'Ottavia. Due passi verso piazza Campitelli, quella salita stretta e tortuosa nascosta dietro una porticina che in pochi notano. Farla scoprire a due amiche e riscoprirla tu stessa ogni volta.

Un passeggino con un nano che dorme sereno e ti fa respirare, guardare, assaporare. Ricordare per due ore che sei anche ragazza, oltre che mamma.

Quella vetrina con le prime ghirlande natalizie, i segnaposto coi pupazzi di neve, gli gnomi e le bacche rosse e tornare a 20 anni fa, quando facevi già il conto alla rovescia e buttavi giù una prima bozza della lista di regali da chiedere a mamma e papà. E pensare con un brivido che fra qualche anno quella lista arriverà a te. Ti fa venire voglia di vestire il nano da elfo, fargli mille foto e farti odiare quando da grande gliele mostrerai.

Piazza Farnese, un caffè e quattro chiacchiere e la gente e la vita che ti scorre intorno frenetica e colorata e quei sampietrini così belli e così sconnessi, un po' come me.

Una voglia infinita di rimanere ferma qui per sempre, ai miei trent'anni, alle amiche nuove che mi piace come ridono, a una Roma che ancora mi commuove e mi fa stare bene, mi abbraccia e mi rincuora.




domenica 18 novembre 2012

Una notte, per caso

Sabato notte di un autunno travestito da inverno. Sabato di pioggia e di pigrizia. Il giorno perfetto per dare peso al tempo, per assaporare un momento a tre. In cui ognuno fa qualcosa di diverso, ma sotto lo stesso tetto, insieme. 

Lui che sonnecchia beato.

Io che provo per la prima volta alle 2 di notte a fare i macarons (bello potersi nuovamente misurare con una ricetta complessa dopo la nascita di Vittorio. Magari la prossima volta scelgo un orario normale).

Il nano che scopre le manine. Il nano proprio oggi, nel giro di poche ore, scopre le sue paffute, frenetiche, meravigliose manine. Sdraiato sul lettone, le guarda come se fossero l'unica cosa che importa al mondo, in silenzio, le muove e le studia con l'attenzione di un adulto. E io mi sento così indifesa davanti a lui, all'amore immenso che provo, alla pace che mi dà osservare le sue conquiste. Basta un momento così breve e semplice per regalare un senso profondo a tutto.

Una giornata pura, fatta di niente ma piena di belle cose. Tirare fuori dall'armadio quel maglione gigante di lana che non vedi l'ora che finisca l'estate per indossarlo di nuovo. Il cappuccino gigante con un cuore sottile disegnato sulla schiuma, che ormai fanno a tutti ma che ti fa sentire tanto "a casa".

Pensare che domani anzi oggi è domenica e vedi gli amici di sempre e farai scorrere via con loro le ultime ore di una settimana importante.  Il pensiero falsissimo che "tanto da lunedì dieta", e che quindi il menù del brunch sarà da ciccioni e che va bene, benissimo così.