giovedì 21 novembre 2013

Yellow palette e malumore a pacchi

Lo so che in un blog che si propone di essere colorato, che parla di arredo, di creatività, di sogni e buoni propositi questo post è un cazzotto.

Ma se io mi sveglio con un malumore cosmico non posso fare a meno di esternarlo. Sarà perché ieri sera sono tornata a casa felice e contenta, con un sacco di novità da voler condividere e di cui aver piacere di parlare fino a notte fonda con chi mi è accanto. E invece ho ricevuto una come sempre educata e molto "polite" porta in faccia.

Sarà che ho sonno. Sarà che oggi proprio non ce la posso fare. Sarà che mi si è allagato il terrazzo con la grandine. Sarà che mi sono fradiciata dalla testa ai piedi. Sarà.

Quindi può darsi che il giallo non rappresenti esattamente il mio colore del cuore. La mia palette di oggi è questa. Fatene ciò che volete. Amen.








mercoledì 20 novembre 2013

Baby outfit, la nuova rubrica zuzzurellona


Donne (ma anche uomini, mammi e zuzzurelloni volendo), sono lieta di presentarvi la mia nuova rubrica dall'intuitivo titolo "oggi vado in giro così". Non io. Il nano.

In realtà già in passato mi è capitato un paio di volte di condividere gli outfit di Vittorio. Ma stavolta ci aggiungo un brevissimo videocazzeggio che renda l'idea.

Per questa prima puntata propongo un look novembrino chic in blu. Pullover "très cool", montgomery, camiciola stilosissima e mini duilio. Chi si innamora di qualcosa in particolare troverà in fondo le marche e laddove possibile i link a chi li vende. 

Chi schifa tutto me lo dica in serenità. Io leggerò con interesse e poi quasi sicuramente continuerò a vestire Vittorio come mi pare. Eh eh.

P.s.: inauguro una lunga serie di post in cui apparirà il marchio Oeuf Be Good, che ho scoperto qualche giorno fa a New York. I tessuti, il gusto, le linee. Amo tutto e se facesse cose anche per me, mi ci vestirei dalla testa ai piedi.






Montgomery: Giesswein
Cappello: misto cachemire (mercatino piazza Verdi, Roma)
Maglione "très cool": Oeuf Be Good
Sciarpa: Oeuf Be Good
Pantaloni blu: Cherokee
Camicia: M. Ferrari - Mini Me 

martedì 19 novembre 2013

Christmas low budget, 5 regali DIY

A proposito del Natale e del fatto che nessuno ha più voglia di fare regali milionari. Chi ha intenzione di dedicarsi al DIY spinto oggi è servito. Ho selezionato sul web cinque idee che consentono di realizzare pensieri molto carini con un budget che varia tra i 5 e i 15 euro. Enjoy.

Numero uno: shopping bags personalizzate. Le comprate color corda un po' ovunque, altrimenti online qui. E poi con i pennarelli per tessuto scrivete quello che vi pare. Per qualche idea ecco il sito.


Numero due: tazze. Servono sempre. Si rompono. Si condividono. Piacciono, mediamente. Sempre che abbiate una buona calligrafia e qualcosa di azzeccato da scriverci, come il punto uno. Altrimenti andate al negozio.



Numero tre: gingerbread cookie mix in a jar. Tradotto, ti impacchetto gli ingredienti e tu ti fai i biscotti allo zenzero che fanno molto natale e renne e santa claus. Se mi gira ti metto anche lo stampino a forma di bimbogigi, così ti diverti. Chi mi segue dagli albori di questo "blob", come insiste a chiamarlo mia madre, ricorderà che per il battesimo di Vittorio le bomboniere erano queste. Ebbero un enorme successo. Su vari siti li vendono belli e fatti a quasi 30 euro, ma in realtà per esperienza vi dico che farli non costa più di 7/8 euro.


Numero quattro: gold confetti dishes. Un paio di ciotoline di ceramica bianca, semplici, da ornare a piacere con foglia d'oro e ricoprire con flatting. Sui 12€, centesimo più centesimo meno. Questo il sito.



Numero cinque: le carte di natale personalizzate con tanto di calendario. Da realizzare e consegnare possibilmente qualche giorno prima di Natale, altrimenti è come regalare un costume da bagno a novembre. (il video è fichissimo!)




lunedì 18 novembre 2013

Getting to NYC




L'arrivo a NY dopo anni di assenza, il flea market di Chelsea di cui vi ho parlato già qui, mentre ero là. Un regalo idiota fatto alla mia amica. Il resto nelle prossime puntate.
Un po' di videocazzeggio non dovrebbe uccidervi.

venerdì 15 novembre 2013

Cosa vuoi di più dalla vita?

Capita anche di tornare a casa tardi dal lavoro, un po' provata dalla giornata fitta fitta di cose, e trovare lui che addormenta Vittorio nel suo lettino. E che quando ha finito ti prende per mano, apre piano la porta del salone accostata. Ed eccolo là, splendido splendente. Il tavolino déco che avevi visto al mercatino! Caro abbastanza per non comprarlo subito, abbastanza per metterti lì a pensare come starebbe in salone e se ne valga la pena.

E quando ti avvicini scopri che non solo è assolutamente perfetto nelle condizioni (a parte il piccolo restauro di cui necessita sulle zampe di legno laccate), ma che sta benissimo lì. E poi ti gusti tutto quello che c'è sopra: una selezione di formaggi ricercati, le marmellate e le mostarde, i taralli, una bottiglia di ottimo rosso. Due calici. E una giovane pianta di girasole.

Cosa vuoi di più dalla vita?





giovedì 14 novembre 2013

Voglio vivere al Civico4

Hai presente quel posto che non conosci, in cui non sei mai stato prima, che però ti fa sentire bene ancora prima di entrarci? A me non capita quasi mai.

Stamattina alle nove mi sono catapultata a Monti. Ero lì per un appuntamento al 2 periodico, di cui racconterò presto. E quando sono uscita, passeggiando, spontaneamente mi sono inchiodata davanti all'ingresso di Civico4. Maurizio, il proprietario, trafficava con il cellulare poggiato di spalle sul muro del locale, appena ristrutturato. Due battute e in un attimo eravamo dentro e mi raccontava di quel design perfetto studiato e realizzato da Alessandra, il suo architetto.

Quando ho visto gli specchi tutti diversi su quella prima parete, nello stile di cui parlo qui, ho avuto un sussulto e devo aver sfoderato un sorriso enorme. "Dove ci sono gli specchi c'è sempre di mezzo una donna". Maurizio ha ragione, è quasi sempre così.

Le lampade industriali dei primi del Novecento, ma anche gli elementi di luce più contemporanei, come quelli scelti sopra al bancone. La cucina d'acciaio a vista. La credenza riesumata da una vecchia farmacia francese.

Le cementine recuperate ad Assisi (ma che si possono trovare anche da Maffettone, a via di Panico, a Roma), sui toni del non colore e con il disegno geometrico retró mi hanno trasportata in un istante nelle scelte stilistiche che ho incontrato qualche giorno fa nei locali newyorchesi più riusciti.

Tutto molto al suo posto. Ricercato. Pensato ma non ridondante. Una bella luce e un bel mood. La romanità giusta. Sia del proprietario, sia quella che dalla strada si insinua nel locale attraverso le grandi aperture verso l'esterno, sfruttate ad arte come punti d'approdo del cliente che seduto su uno sgabello può osservare cosa accade fuori.

Amo Monti. È chic. È un ombelico di creatività. È un concentrato di originalità e buon gusto. Nei ristoranti, negli empori, nei cafè, nei concept store. Ognuno unico e pieno di fascino.

Se oggi dovessi pensare a una zona di Roma in cui rispecchiarmi e vivere, è lì.





















mercoledì 13 novembre 2013

Trecentosessantacinque

Trecentosessantacinque giorni. Lungo, scriverli. Brevissimo, invece, viverli. Veloci come un fuso. E allora ti sembra oggi la giornata giusta, quella più consona per ripercorrerli e riassaporarli, riavvolgerli al rallentatore come si fa con le moviole del calcio.

Parti da una casa quasi finita, con dentro un bimbo di quindici mesi proprio oggi. Che corre e gioca e prova a parlare e dà mille baci al giorno. C'è anche un nuovo progetto che sta prendendo piede e forza, che ti fa tremare e sognare. Ci sono parole non dette, frasi dette in fretta, incomprensioni e dolori.

Indietro di qualche frame, una lunga vacanza con mari turchesi e giri in motorino senza casco e vento nei capelli e ritrovarsi ragazzini insieme, ritrovarsi e basta dopo periodi di silenzi e incomprensioni. C'è il primo compleanno di un bambino vestito alla greca, che cresce alla velocità della luce, che ha gli occhi verde intenso e un sorriso che ti porta lontano. Prima ancora nuvole bianche di polvere e cemento, dentro la stessa casa da stravolgere e rendere nostra. C'è il non vedere mai luce, c'è l'avvelenarsi perché mai nulla è esattamente come lo vorresti. Ci sono tempi lenti, tempi morti, rabbia e stanchezza.

Indietro. Una casa piccola piccola incastrata in un rione popolare, piena di noi, piena di oggetti e di ricordi. Una casa da svuotare e abbandonare, in una mattina grigia scura dei primi di luglio.

C'è una festa a sopresa in bicicletta nei vicoli di Roma, un apritivo con fragole e champagne, ci sono gli amici di sempre. Fiumi di cene e pranzi e i primi progetti sulla casa nuova.

Indietro. Riprendere a lavorare dopo 5 mesi di stacco. Ricerchi i ritmi, la voglia, l'energia, la testa. Indietro ancora. Eccolo là, Vittorio che rende il Natale nuovamente Natale, per la prima volta. Vestito da piccolo alpino ma col cappello di Santa Claus. Ci sono le risate di tua madre, gli sguardi, le liti e poi le riappacificazioni e l'amore di tuo padre, le nuove idee che crescono, ma che prima ancora nascono.

Poi c'è il 13 novembre 2012. Tre mesi di tuo figlio che ti sembrano una vita lunga e complicata. Ma anche il primo giorno di questo luogo che da allora ti aiuta sempre un po' a capire meglio chi sei e cosa ti piace.

Ora che il nastro è riavvolto te ne stai seduta per un po' sul tuo letto nuovo. Ti guardi intorno. Ti godi la memoria e alla fine pensi che dopo tutto ci sia ancora molto da fare, ma sicuramente moltissimo da festeggiare. Un mare di palloncini colorati e svolazzanti per me, grazie. E una fetta di red velvet, anche. Bella grossa.