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mercoledì 15 gennaio 2014

Vittorio in da country - outfit campagnolo



Prendi un pezzo di campagna toscana fra Cetona e Siena. Aggiungici un pollaio pieno di galline e uova appena deposte. Infilaci dentro un bambino di un anno e mezzo e mettigli addosso le cose giuste. Otterrai sorrisi e urletti di gioia, il bambino già citato che non vorrà più tornare a casa e la parola "uovo" pronunciata male ma a ripetizione per i seguenti tre giorni.

L'outfit di questa settimana è perfetto per la campagna, perché vede presenti le insostituibili calosce Hunter, un cappello caldo caldo rivestito di pile, un gilet imbottito e un calzone scozzese da monello. Stile più divertimento più comodità. E Vittorio è servito.



Vittorio's outfit
Maglione Oeuf Be Good
Gilet imbottito Gap
Pantaloni MAD
Boots Hunter (Maros Roma)
Beanie OVS

mercoledì 8 gennaio 2014

Baby boy outfit retrò



Salopette corta corta, di lana, a righe blu e grigio chiaro. Un po' retrò. Giacca dal taglio fine, grigia scura, senza collo e con le tasche appuntate con il filo rosso. Calzini e cappello coordinati. Un outfit dal sapore vintage, uno degli stili che fin qui amo di più.

Così Vittorio ed io siamo andati al mercato sotto casa e ho scoperto che con lui, qualsiasi cosa accada di me e del mio futuro, non morirò mai di fame. Siamo tornati indietro con una banana e due mandarini ricevuti in dono da veraci signorone innamorate irrimediabilmente dei "cosciotti da mangiare" di mio figlio.



Vittorio's outfit:

Giacca Amelia Milano (Bulli e Pupe Roma)
Calzini Gallo (Bulli e Pupe Roma)
Cappello Babe & Tess (Bulli e Pupe Roma)
Salopette Neck & Neck
Scarpe Gioiecologiche (Maros Roma)

mercoledì 1 gennaio 2014

Baby Boy Outfit - Little Elf


Non c’è modo migliore di iniziare l’anno che con la mia rubrichina del cuore, OVIGC.

E non c’è modo migliore di vestire il nano che come un piccolo aiutante di babbo natale. Il brand è sempre Caramel Baby & Child, uno dei pochi che rispondono totalmente e costantemente al mio gusto nel vestire un bimbo dell’età di Vittorio.

Pantaloni con cavallo basso, a maxi righe carta da zucchero e verde oliva; coordinato di guantini e cappello con pom pom, tutto in lana merinos (non pizzica, incredibile ma vero); polo a maniche lunghe color senape. Le scarpe, le sue affezionate polacchine scamosciate color verde scuro. 

Vittorio ed io ci stiamo abituando a questa mini rubrica come se facesse parte dei nostri riti settimanali. Finché lui si diverte va tutto bene. Poi vedremo.


Intanto un caldo, colorato, affettuoso BUON ANNO :)




Vittorio's outfit: total look Caramel Baby and Child (Made about dreams); scarpe Gioiecologiche (Maros Roma)

giovedì 19 settembre 2013

Comodino e libreria, torna il DIY. E dei pro e contro della nuova dimora

Vabè, dicevamo. La casa nuova. Il marasma. Manco un mobile in giro. E allora le scelte erano due: buttarmi dal terrazzo nuovo - anche lui zozzo incasinato e improponibile - oppure rimboccarmi maniche e cervello ed autoprodurmi un po' di cosette.

Insomma il loop del Do It Yourself è ripartito alla grandissima. Diciamo che al momento mi sono un filino inchiodata sulle cassette della frutta, ma conto di sfogarmi presto su altro (ad esempio su quel meraviglioso baule che mi ha lasciato la vecchia inquilina, di cui allego foto. Diventerà l'armadio di Vittorio). Il fatto è che ho il mercato rionale sotto casa e ogni volta che passo là davanti con la macchina arraffo sei o sette casse di legno. E ogni volta, rigorosamente, Lui mi cazzia dicendo che si vergogna di me - che (testuali parole) "frugo nella spazzatura come una barbona". Lui, che del magico mondo del recupero e dell'arredo non capisce una mazza. Lui, che ha ricevuto in dono un meraviglioso comodino sul quale poggiare le cose che fino a quel momento giacevano per terra. Lui, uomo ingrato.

Dunque un bel comodino con le rotelle. Quattro, chiaramente. 3 euri l'una. bomboletta di smalto azzurro spray, 5 euri. Tempo di realizzazione 20 minuti.

E poi una libreria piccolina. In un paio d'ore era finita. Ho usato direttamente la cementite bianca, una sola passata. Poi ho dipinto le lettere in grigio.
Vantaggio: non ho più i libri negli scatoloni e non ho la fretta di comprare un mobile tanto per comprarlo.
Svantaggio: per ora puzza (è cementite naturale e atossica ma fa un odore repellente) e se non ci metto una vernice flatting opaca probabilmente tra qualche mese sarà ingiallita e non lavabile. Ma chissenefrega.

A proposito di vantaggi e svantaggi, tirando fuori oggetti dagli scatoloni è spuntato un blocco di carta diviso in due, PRO e CON (per gentile concessione natalizia della mia amica Vale). In un momento di grande depressione da tempochecorre/vittoriosenzaunacamerettapronta/nientefrigoperconservarelattefrescoeavocado ho compilato la sua prima pagina. Ed ecco qua. Ho scoperto che in fondo questa casa ha un certo numero di pro che sono altamente competitivi con i contro.

Esempio uno: avere in camera da letto una porta a specchio in ferro battuto che ho disegnato io. Specchio il cui di me riflesso è assai assai dimagrente - il che di prima mattina fa un gran bene.

Esempio due: lo specchio assai dimagrente dà accesso a una cabina armadio. Ancora non ha proprio tutte le sembianze della cabina armadio, sembra più Nagasaki dopo lo sgancio dell'atomica. Però diventerà presto una cabina armadio vera, ed io la sogno da quando avevo sei anni.

Esempio tre: la quasicabina contiene una scarpiera fatta da me medesima (costo tra mensole e strutturina circa 120€ e un paio d'ore per assemblarla), dove riporre i miei tacchi e venire finalmente a conoscenza del fatto di averne una valanga ingestibile. Quando non hai una scarpiera e le tue scarpe giacciono raminghe seppellite qua e là (sottoilletto/sottoleborse/sottoivestiti/dilàall'ingresso/nellosgabuzzino) te le dimentichi. O meglio, fingi di dimenticarle e corri a comprarne delle altre. Morale, otto virgola cinque metri lineari di ripiani sono già sgionfi ed esauriti.

Esempio quattro: se apri gli occhi all'alba c'è una luce rosso fuoco che penetra nelle fessure della tapparella regalandoti il migliore dei risvegli. Nei tre anni a Trastevere mi è mancata la luce. È un dono, davvero.

Esempio cinque: hai la mamma due piani sotto. Questo punto devo ancora capire bene se si collochi sulla sinistra o sulla destra del foglio.

















venerdì 23 novembre 2012

Datemi una bambina, vi prego
















Vi prego, prestatemi una bambina piccola. Dai due ai quattro anni. Mi bastano solo un paio di mesi. La vesto con tutto quello che vedo su Pinterest e poi ve la restituisco. Dai.

Voglio dire. Va bene Vittorio. Va bene che volevo un maschio. Ma sapete cosa significa entrare in un negozio di abbigliamento per bambini ed essere costretti a mettere a paragone la fantasia, l'originalità, la delicatezza, il romanticismo dei vestiti da bambina... con la banalità, la mosceria, la mancanza di stile di quelli da bimbo? Una frustrazione esagerata.

Per creare combinazioni che si allontanino diametralmente dai completini agghiaccianti della Chicco ci viene richiesto uno sforzo sovrumano. Oltretutto siamo costrette a svenarci, strizzarci le meningi, avvelenarci, escluse le rare occasioni in cui H&M e Zara ci salvano vita e portafogli.

Invece alle fortunatissime mamme di una figlia femmina basta un fiorellino in testa. Uno stupidissimo fiocco fatto in casa. Un abbinamento grunge. Una calza a trame fitte e una ballerina di vernice. Adoro.

E non ditemi "fai una bambina". No. Non ditelo. Che se poi esce di nuovo maschio che faccio? L'unico vantaggio sarebbe l'operazione riciclo: spogliare un altare per vestirne un altro.

Oggi cerco in giro qualcosa di decente per Vittorio, domani resoconto.


Foto Pinterest - Etsy