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mercoledì 15 gennaio 2014

Vittorio in da country - outfit campagnolo



Prendi un pezzo di campagna toscana fra Cetona e Siena. Aggiungici un pollaio pieno di galline e uova appena deposte. Infilaci dentro un bambino di un anno e mezzo e mettigli addosso le cose giuste. Otterrai sorrisi e urletti di gioia, il bambino già citato che non vorrà più tornare a casa e la parola "uovo" pronunciata male ma a ripetizione per i seguenti tre giorni.

L'outfit di questa settimana è perfetto per la campagna, perché vede presenti le insostituibili calosce Hunter, un cappello caldo caldo rivestito di pile, un gilet imbottito e un calzone scozzese da monello. Stile più divertimento più comodità. E Vittorio è servito.



Vittorio's outfit
Maglione Oeuf Be Good
Gilet imbottito Gap
Pantaloni MAD
Boots Hunter (Maros Roma)
Beanie OVS

mercoledì 18 dicembre 2013

My baby boy's outfit: Caramel Baby & Child



Come ogni mercoledì che si rispetti, rieccomi alle prese con Vittorio e i suoi outfit. Della serie, lo stile innato di quel bisonte di mio figlio.

Oggi è vestito con una delle mie marche preferite, Caramel Baby & Child, una ditta inglese che produce cose meravigliose per bimba ma (grazie al cielo) anche per maschietti. Motivo per il quale questa puntata di OVIGC (per chi ancora non conoscesse l'acronimo: Oggi Vado In Giro Così) lo vede vestito quasi interamente Caramel.

A Roma non è facile trovare punti vendita che siano attenti a una moda che esca dai confini del nostro Paese, soprattutto in termini di gusto e tendenze. MAD - Made about Dreams, a piazza di San Salvatore in Lauro, decisamente sì. Ma ve ne parlerò presto a parte.

Siamo dentro casa, io e lui di mattina. Da soli. E' uno dei momenti di maggior valore della mia giornata. Mi fa vedere come si fa la torre con i cubi; guarda la Pimpa e mi indica gatti, elefanti e paperelle (non mi pare abbia ancora simpatia per Armando). Insomma, ci divertiamo.

In chiusura, mi ripeto. L'impresa cappello anche stavolta è stata una battaglia dura. Ma ho vinto io.








Vittorio's outfit
Camicia, pantaloni e jumper: Caramel Baby & Child (credits: MAD)
Scarpe: Gioiecologiche (credits: Maros Roma)
Beanie: MAD

mercoledì 4 dicembre 2013

"OVIGC" AKA my baby's outfit. Grigio giamburrasca


Quando aspettavo Vittorio sognavo di vestirlo con i calzettoni, i calzoni alla giamburrasca e il gilet da inglesino. Quindi mi sono tolta lo sfizio. Della serie "finché dura". Quando scapperà di casa qui ci sono le prove del perché. Però non è carino??? Secondo me sì, è chiaro. Così come è sempre più chiaro il dissenso del nano verso l'elemento "cappello", che si tratti del suo o del mio non fa differenza.









Camicia - Zara Kids
Beanie - Blukids
Gilet - I Gianburrasca (presso ZeroSei)
Pantaloni - ZeroSei
Scarpe - Eureka (presso Maros Roma)
Calzini - Gallo

mercoledì 27 novembre 2013

Oggi vado in giro così - Vittorio's outfit



Siore e siori, rieccoci al secondo round dell'attesa (?) rubrica videozuzzurellona "Oggi vado in giro così", nella quale sadicamente approfitto di mio figlio finché è piccolo e non può ribellarsi alla materna volontà.

Grigio, beige e blu. Un classico intramontabile. L'unico elemento costoso sono le scarpe della Converse. Ma per il resto tra Zara e Benetton si rimane su prezzi contenuti. Come potrete apprezzare nel video, Vittorio ama i cappelli come io le rane fritte.









Pantaloni, giacca, camicia e cappello Zara; panda toy Melissa & Doug; Scarpe Converse (Maros Roma); Maglione Benetton 0-12.

martedì 21 maggio 2013

Santo ma non troppo

Tanti auguri, ET, per il tuo onomastico.

Stamattina sono andata su Wikipedia per sapere qualcosa in più sul tuo nome. Pare che derivi dal latino "victor", vincitore. Simboleggia la vittoria del bene sul male.

Il nome alterato è Vettore, Vittorino, Vettorino. Sto pensando a quale malata di mente possa chiamare il figlio Vettorino, ma questo non ha nulla a che fare con te.

San Vittorio era martire a Cesarea. Tu del martire non hai un bel niente, gli unici martiri siamo quel santo di tuo padre ed io.

Urli come un'aquila, mordi come un leone, mangi come un maiale. Ma resti sempre il mio cucciolo preferito.




giovedì 21 marzo 2013

Traduzioni dal dottorese

Quando uscivo dalla sala ecografie, cercavo sempre di immaginarmi quell'affare lì dentro e le sue dimensioni rapportate alle cose. Così, per tornare coi piedi per terra e ricordare che mio figlio non era "una stellina", "un angioletto", "il mio piccolino". Quel coso era un cicciolo di carne in una enorme salamoia di liquido amniotico, che nuotava felice e inconsapevole del casino generale che regnava appena al di là del pallone.

Bisognava assolutamente restare lucidi e tradurre il dottorese in un linguaggio più diretto.

Prima ecografia: "Utero aumentato di volume per la presenza al suo interno di sacco gestazionale normoimpiantato contenente embrione unico vivente dotato di attività cardiaca, il cui CLR di 14 mm circa depone per una epoca gestazionale in accordo con il periodo di amenorrea riferito (8 settimane + 2 giorni)."
Tradotto: "No, quella nausea non era il goulash con polenta di ieri sera. Sveglia, sei incinta di un affare che ti si è già correttamente appiccicato addosso come una sanguisuga e misura poco più di un pisellino verde; tranquilla, non aveva ragione tua madre con la storia dei gemelli (perché tua nonna anche era gemella e quindi "vuoi vedere che questa ci tira fuori due piccioni con una fava", in barba ad ogni doppia lettura del detto). Aspetti un figlio solo, che per ora - ma solo per ora - non è ingrassato: contrariamente a te è grosso esattamente quanto dovrebbe essere".

Ultima ecografia: "attività cardiaca presente. Movimenti fetali evidenziati. Presentazione cefalica. Liquido amniotico normalmente rappresentato. Accrescimento fetale nei limiti MEDIOSUPERIORI della norma per l'epoca di amenorrea (38 settimane + 2 gg). Valutazione del peso fetale: 3600 gr."
Tradotto: "Sì, lo sappiamo, si muove come un'anguilla. È tutto a posto. Sappiamo anche che fai parte delle migliaia di donne che urlano come oche quando il coso gioca a fare Alien e vedete passare mani/piedi/testa/culone/ginocchia sottopelle. Il coso è già in rampa di lancio, occhio che te lo perdi per strada. Se può consolarti ha acqua sufficiente per sguazzare sereno ancora un po' nel caso in cui volesse intrattenersi. È già grasso, quindi è proprio figlio tuo. Pesa già come un abbacchio e ha ancora due settimane per diventare una vacca. In bocca al lupo e tanti cari saluti, divertiti in sala parto quelle 15/16 ore di travaglio".

L'avevo presa alla leggera. Invece ci avevano quasi azzeccato. È nato in ritardo di dieci giorni sulla tabella di marcia e dopo otto ore di sofferenze inenarrabili (mie, perché lui è uscito fuori fresco come una rosa e con un battito come quello dei vecchi dopo una passeggiatina al parco dopo pranzo). Non pesava 3600 grammi. Nemmeno 3800. Pesava 4130 grammi e aveva un capoccione da diciottenne. Capelli lunghi, tanti e neri, piedi grandi, occhi a mandorla, mani affusolate e bellissime. L'ho amato fin dal primo sguardo sfinito.




venerdì 15 marzo 2013

"Ora questo non ci serve più"

Me ne accorgo quando quelle guance paffute si schiudono in uno dei suoi sorrisi più spontanei.
Eccolo là. Un puntino bianco minuscolo. Immerso in un mare di gengive rosse rosse e doloranti.
Il primo.
Prendo un suo bavaglino storico e gli dico: "Vittorio, ora questo non ci serve più".