mercoledì 12 giugno 2013

Toxoplasmosi, la mia esperienza

Non so esattamente da dove cominciare, stavolta. Perché i post di servizio non sono il mio forte, soprattutto quando affrontano questioni che mi coinvolgono emotivamente. Ma oggi, oggi in particolare, questo post è dovuto.

Parlo di toxoplasmosi. E lo faccio oggi perché un anno fa scoprivo di averla contratta, ed ero in piena gravidanza.

Cerco di fare ordine e divido questo flusso di cose che ho da dire in due parti. La prima è la mia storia; la seconda è ciò che ho imparato dalla mia esperienza.

Il 12 giugno del 2012, cioè a cavallo tra il settimo e l'ottavo mese di una splendida gravidanza tutta in discesa (fino a quel momento), la dottoressa del laboratorio di analisi mi comunica che il risultato dell'ultimo controllo dà le IgG della toxoplasmosi positive. Le IgM invece sono negative. "Stai tranquilla", mi dice, "si tratterà sicuramente di un falso positivo. Ripetiamo le analisi e già domattina ti faccio sapere qualcosa".

Di nuovo, IgG alle stelle e IgM negative. Eppure quel valore è strano, perché di solito le IgM, cioè gli anticorpi che reagiscono all'aggressione, salgono insieme alle IgG.

Vado al San Giovanni e  mi confermano il dato (info di servizio: il centro Lalli di fatto non esiste più); poi vado all'Artemisia di Roma, dalla brava e gentile dottoressa Mobili, esperta di toxo e CMV, e le espongo il mio caso. Nuove analisi, con strumenti più elaborati, ma stesso risultato. Le analisi molecolari per rintracciare il parassita nel sangue non danno buon esito. Anche lei ha dubbi se si tratti di toxo a tutti gli effetti ed è indecisa se farmi cominciare la terapia antibiotica con Rovamicina, che comunque costituisce una botta per il mio organismo e per quello del feto. Ma io insisto per iniziare e il 15 giugno parto con la cura: tre pasticconi al giorno, 8-16-24, da lì fino al parto.

Inizia così il mio incubo. Insonnia e irrequietezza alle gambe tutta la notte per due mesi, l'angoscia che sale giorno dopo giorno: non so se anche il bambino abbia già contratto la toxo, se stia bene, se il parassita lo abbia già danneggiato.

Mi informo se vi sia un modo per monitorare Vittorio, leggo su internet che l'unico strumento certo per sapere se anche lui ha la toxo è la funicolocentesi, cioè una sorta di amniocentesi ma che all'ottavo mese di gravidanza è troppo pericolosa per il bambino.

Io, che avevo ormai finito le ecografie di routine, riprendo a farle: non mi diranno se Vittorio è infetto, ma mostrano l'eventualità di danni evidenti (cosa che per fortuna non accade mai).

Intanto anche le IgM, dopo diverse settimane, si palesano. Un buon segnale: vuol dire che quando ho scoperto la toxoplasmosi l'avevo contratta da una manciata di giorni e le IgM non si erano ancora mosse.

Il 13 agosto alle 8 prendo l'ultima pillola, alle 16 partoriscoVittorio e la mattina dopo gli fanno un prelievo da protocollo, per verificare (finalmente) se la toxo sia passata a lui. Solo allora mi arriva la bella notizia: IgG e IgM negative, Vittorio NON HA LA TOXOPLASMOSI.

Veniamo a quello che ho imparato.

Ho imparato di essere stata troppo indulgente con me stessa. Avrei dovuto fare più attenzione a quello che mangiavo, soprattutto alla carne cruda.

Ho imparato che la toxoplasmosi non è un virus ma un parassita. Che il modo più difficile per contrarla è tramite un gatto infetto. Molto più semplice invece prenderla tramite frutta e verdura lavata male. Io non ho certezza sul come l'abbia contratta, ma a posteriori non importa.

Ho imparato che la toxo contratta alla fine della gravidanza, se trasmessa al feto non provoca danni abnormi perché esso è praticamente già del tutto formato, contrariamente a quanto avviene all'inizio della gestazione; ma la placenta nell'ultimo trimestre è più vecchia e logora, dunque è di gran lunga più probabile che il feto contragga la malattia.
In sintesi: nei primi 3/4 mesi se il feto contrae la toxo (cosa rara poiché la placenta giovane fa da filtro) i danni sono enormi e spesso viene consigliata l'interruzione di gravidanza. Invece negli ultimi 3/4 mesi avviene esattamente il contrario: alte probabilità di passarla al feto, ma danni minori (laddove per "minori" si intendono ritardi mentali, sordità, piccole calcificazioni), che solitamente si scoprono a cose fatte, cioè dopo il parto. Se si intravede qualcosa tramite ecografia, in ogni caso non si può far granché.

Ho imparato che la terapia con Rovamicina non cura il feto bensì il contenitore: l'antibiotico infatti non oltrepassa la placenta se non in minime quantità. Lo si assume per neutralizzare la toxo nella madre e far sì che non passi al feto qualora non lo abbia già fatto. Per il feto che abbia sicuramente contratto la toxo c'è l'opportunità di un combinato di antibiotici micidiali, che passano attraverso la placenta.

Ho imparato che qualora il feto abbia contratto la toxo, seppure senza effetti visibili, scatta un protocollo clinico che prevede un prelievo sanguigno immediato alla nascita e poi controlli di vario genere ripetuti nel tempo fino all'età scolare, poiché alcuni danni sono latenti e possono uscire allo scoperto a distanza di mesi o anni.

Ho imparato che la vita di un bambino, la salute di un bambino, valgono più di una disattenzione, di una leggerezza. Ma che lo si scopre sempre troppo tardi. E che puntare il dito contro una donna che sbaglia è il primo degli errori imperdonabili.





12 commenti:

  1. Ottimo post :) Ovviamente mi dispiace per la tua spiacevole esperienza!

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    1. Grazie, cara. E' passata, oggi rappresenta un bagaglio di esperienza. A presto!

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  2. ero convinta di avere lasciato un commento, devo essermi dimenticata di cliccare su invio :/
    volevo dire che nella mia esperienza di gravidanza in Olanda, ero allucinata che loro non facessero alcun esame sulla toxo e non prescrivessero alcuna restrizione alimentare. Mi domando come sia possibile. La probabilità potrà anche essere bassa, ma il danno che si rischia fa talmente paura.
    Post molto utile

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    1. In effetti nel mio caso la cosa più utile è stata proprio ripetere i controlli della toxo (ma anche del CMV) ogni mese...

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  3. La prima sera a casa con mio figlio ho pianto mentre lo cullavo per farlo addormentare , avevamo scoperto intorno al 6/7 mese che mia moglie aveva la toxo ed alla nascita abbiamo saputo che l'aveva contratta anche lui.Leggendo questo post sono tornato indietro di dieci anni,la prima volta in farmacia mi hanno chiesto a chi era destinato il coktail di medicine e saputo che era per un neonato la farmacista è rimasta a bocca aperta.Mia moglie è vissuta di amuchina per 9 mesi , durante la gravidanza siamo andati solo due volte a mangiare a casa di amici e puo essere accaduto solo li, una donna che sbaglia....mai pensato niente di simile solo sfiga .Per fortuna dopo due anni di cure intense , io credo inutili , mille visite l'ultima due anni fa , ho un cinghiale in casa piu alto di tutti i suoi compagni ,stasera quando sono tornato a casa si godeva il videogioco che gli ha comprato sua madre come premio per la bellissima pagella di 5 elementare. Mai perdere la speranza e godersi ogni giorno.

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    1. Che bel messaggio che mi hai lasciato. La penso come te: tanta sfiga e guai a perdere la speranza. Che incubo che è stato.
      Il mio ha solo dieci mesi ed è un cinghiale già adesso... Devo preoccuparmi forse :)
      A presto!

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    2. Grazie mille per il tuo post,
      Serena

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  4. In pausa lavoro ho appena mangiato un panino con il prosciutto cotto, nel mangiarlo mi sono accorta che c'erano tracce di prosciutto crudo, che probabilmente era stato affettato poco prima. Naturalmente l'ho rimosso subito, ma mi chiedo: e se l'ho mangiato senza accorgermene prima? può bastare quella modica quantità per prendere la toxo e trasmetterla al feto? Sono di 23 settimane e sono stata sempre attentissima, ma adesso ho davvero paura. Se qualcuno di voi ha informazioni più precise può darmele per cortesia? Grazie

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  5. Al settimo mese improvvisamente igg a 38 e igm sempre negative

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    1. Ciao, sono nella tua stessa situazione e cercavo informazioni.
      io sono appena entrata all'ottavo mese e dalle ultime analisi risulta igg a 6 (con valori >3 positivo) e igm negative. fin'ora sono sempre state entrambe negative...a te cosa hanno detto? hai fatto qualche esame particolare?

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    2. Deve essere un errore di laboratorio. A me è successa la stessa cosa poi ho ripetuto l'analisi in un altro centro ed era tutto negativo! Stai tranquilla.

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  6. Mi scuso con tutti voi per il silenzio. Arrivo tardi a leggere questi messaggi, spero nel frattempo sia andato tutto bene.

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