Ho le borse sotto gli occhi.
Le labbra secche.
Sonno, una montagna invalicabile di sonno arretrato. Cinque caffè macchiati al ginseng del distributore automatico nello stomaco.
Ho fame. Mi perdo gli anelli (sono a dieta da tre mesi ma per ora mi sono dimagrite solo le dita).
Sono sopraffatta da materiale giocoliero di Telefono Casa che spunta come i funghi da ogni angolo della mia vita.
Ho litigato con Lui proprio il giorno della sua prima festa del papà. Vorrei affogare in una piscina di bignè di San Giuseppe, rigorosamente fritti.
Devo scrivere due servizi. Uno sulle primarie del centrosinistra a Roma. Un altro sulle consultazioni.
Speriamo che domani arrivi presto.
martedì 19 marzo 2013
venerdì 15 marzo 2013
Le 10 canzoni di Vittorio
1. Move over - Janis Joplin
2. A woman left lonely - Cat Power
3. Raining again - Moby
4. Dog days are over - Florence+the Machine
5. Ain't got no - Nina Simone
6. Via con me - Paolo Conte
7. Scar tissue - RHCP
8. Blindsided - Bon Iver
9. Con il nastro rosa - Lucio Battisti
10. Think - Aretha Franklin
2. A woman left lonely - Cat Power
3. Raining again - Moby
4. Dog days are over - Florence+the Machine
5. Ain't got no - Nina Simone
6. Via con me - Paolo Conte
7. Scar tissue - RHCP
8. Blindsided - Bon Iver
9. Con il nastro rosa - Lucio Battisti
10. Think - Aretha Franklin
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"Ora questo non ci serve più"
Me ne accorgo quando quelle guance paffute si schiudono in uno dei suoi sorrisi più spontanei.
Eccolo là. Un puntino bianco minuscolo. Immerso in un mare di gengive rosse rosse e doloranti.
Il primo.
Prendo un suo bavaglino storico e gli dico: "Vittorio, ora questo non ci serve più".
Eccolo là. Un puntino bianco minuscolo. Immerso in un mare di gengive rosse rosse e doloranti.
Il primo.
Prendo un suo bavaglino storico e gli dico: "Vittorio, ora questo non ci serve più".
giovedì 14 marzo 2013
Vorrei.
Smettere di mangiarmi le pellicine.
Smettere di mangiare, in generale.
Cancellare con un colpo di spazzola le giornate di merda.
Dire meno parolacce.
Tagliarmi i capelli e rendermi irriconoscibile.
Smetterla con il fai.da.te
Fare la spesa e comprare solo cose sane. Ma soprattutto farla, la spesa.
Stampare le fotografie.
Spolverare il mio vecchissimo account Twitter.
Perdere altri sette chili.
Diventare famosa.
Diventare simpatica.
Dire solo cose interessanti.
Leggere i giornali di carta. Fino all'ultima pagina. Fino a che saranno in giro.
Amare me stessa come Lui ama me.
Guardare più film francesi.
Andarci davvero, prima o poi, a Tokyo.
Svegliarmi e poter rimanere nel letto a sonnecchiare.
Creare una nuova casa che mi rispecchi.
Essere meno violenta nelle reazioni.
Godermi ogni singolo giorno/ora/minuto/istante che mi resta da vivere a Trastevere.
Fermarmi a parlare più spesso con Angelino, il carbonaro bisbetico all'angolo.
Ricordare di scrivermi i sogni.
Andare a ballare e tornare a casa che è giorno.
Visitare quel nido internazionale con tutto quel verde fuori, che magari a Vittorio piace.
Rimettermi a cucinare.
Brindare finalmente con Lui, che da quando ha fatto il fioretto del "niente alcol" non si brinda più ma almeno Vittorio è sano.
Andare in vacanza.
Fare un bagno caldo di sera, con le luci spente, l'essenza di lavanda, le candele, Cat Power che canta. E senza l'ansia che qualcuno mi chiami da di là. Un bagno di due ore.
Mettere il rossetto rosso e non sentirmi in imbarazzo.
Costruire qualcosa che resti.
Pensare che un secondo figlio non leverà nulla a Vittorio. E a me.
Pensare a un secondo figlio.
Andare a vedere le Dolomiti bellunesi con una guida speciale, Alice.
Nuotare.
Imparare altre due lingue.
Uscire più spesso la mattina presto con Lui, per fare colazione nel nostro caffè preferito e iniziare la giornata insieme.
Farlo partire, quel progetto che mi viaggia in testa come una nuvola. E farlo partire con loro, le mie Amiche.
Smettere di mangiare, in generale.
Cancellare con un colpo di spazzola le giornate di merda.
Dire meno parolacce.
Tagliarmi i capelli e rendermi irriconoscibile.
Smetterla con il fai.da.te
Fare la spesa e comprare solo cose sane. Ma soprattutto farla, la spesa.
Stampare le fotografie.
Spolverare il mio vecchissimo account Twitter.
Perdere altri sette chili.
Diventare famosa.
Diventare simpatica.
Dire solo cose interessanti.
Leggere i giornali di carta. Fino all'ultima pagina. Fino a che saranno in giro.
Amare me stessa come Lui ama me.
Guardare più film francesi.
Andarci davvero, prima o poi, a Tokyo.
Svegliarmi e poter rimanere nel letto a sonnecchiare.
Creare una nuova casa che mi rispecchi.
Essere meno violenta nelle reazioni.
Godermi ogni singolo giorno/ora/minuto/istante che mi resta da vivere a Trastevere.
Fermarmi a parlare più spesso con Angelino, il carbonaro bisbetico all'angolo.
Ricordare di scrivermi i sogni.
Andare a ballare e tornare a casa che è giorno.
Visitare quel nido internazionale con tutto quel verde fuori, che magari a Vittorio piace.
Rimettermi a cucinare.
Brindare finalmente con Lui, che da quando ha fatto il fioretto del "niente alcol" non si brinda più ma almeno Vittorio è sano.
Andare in vacanza.
Fare un bagno caldo di sera, con le luci spente, l'essenza di lavanda, le candele, Cat Power che canta. E senza l'ansia che qualcuno mi chiami da di là. Un bagno di due ore.
Mettere il rossetto rosso e non sentirmi in imbarazzo.
Costruire qualcosa che resti.
Pensare che un secondo figlio non leverà nulla a Vittorio. E a me.
Pensare a un secondo figlio.
Andare a vedere le Dolomiti bellunesi con una guida speciale, Alice.
Nuotare.
Imparare altre due lingue.
Uscire più spesso la mattina presto con Lui, per fare colazione nel nostro caffè preferito e iniziare la giornata insieme.
Farlo partire, quel progetto che mi viaggia in testa come una nuvola. E farlo partire con loro, le mie Amiche.
martedì 12 marzo 2013
Trova l'intruso #2
Nella mia borsa, oggi.
Chiavetta USB
Portamonete
Roll-on anti occhiaie
Rossetto
Rimmel
Terra
Bavaglino
iPad Mini
Chiavi di casa
Tesserino professionale.
Chiavetta USB
Portamonete
Roll-on anti occhiaie
Rossetto
Rimmel
Terra
Bavaglino
iPad Mini
Chiavi di casa
Tesserino professionale.
mercoledì 6 marzo 2013
La casa che sarà
Oggi ho i pensieri sparpagliati.
Se ne volano qua e là come le foglie del mio povero chiostro trascurato. Faccio una fatica infernale a raggrupparli perché c'è un vento forte che se li porta via.
Mi piacerebbe metterli tutti insieme e chiuderli svolazzanti in un cassetto per poi tirarli fuori uno ad uno e snocciolarli. Li conosco a menadito, ma mi si incasinano dentro la testa e restano appesi senza soluzione.
Il più urgente. La casa. Quella di adesso. E quella che verrà, molto presto.
Vittorio è dai nonni come ogni mercoledì. Il mercoledì è il "mio" giorno, quello in cui posso riappropriarmi degli spazi, di questa casa che ha retto per sette mesi all'urto di un nuovo dirompente arrivo, ma che non ce la fa quasi più. Io che amo le linee pulite, i colori tenui, gli ambienti coerenti, mi ritrovo ad inciampare ogni mattina all'alba su una sdraietta basculante giallo fosforescente coi pesci e le stelle marine, che si illumina e comincia a suonare all'impazzata musiche non ancora identificate. La sera, invece, al ritorno dal lavoro, la palestrina rossa con gli archi e gli animali della fattoria domina in un salone che un tempo era il nostro rifugio dallo stress della giornata.
E' incasinata, non ha più un filo che la tiene insieme, questa casa. Ma in tre anni me ne sono innamorata così profondamente da sentirmi male all'idea di lasciarla ad altri. Non è così lontano, quel momento. Ci si sposterà altrove fra tre mesi, nella peggiore delle ipotesi. Cerco di sfruttare questi mercoledì per sedermi davanti alla finestra, con una tazza calda con dentro qualcosa, e dedicarmi a me, a noi.
Specchi, parquet, boiserie, piante, cotto, legno e metallo, mattonelle, tessuti mi si accalcano nel cervello. Arredare un nuovo ambiente mi mette ansia e mi elettrizza allo stesso tempo. Si tratta di trasferire "me" sulle cose, nello spazio. Si tratta di trasformare la casa in "me". Ho la sensazione che questo avverrà, come sempre, nel modo più semplice. Scegliendo tutto di pancia.
La camera da letto, tanto per cominciare. Ho duecentomila idee, mi ci vorrebbe una stanza di 150mq.
Se ne volano qua e là come le foglie del mio povero chiostro trascurato. Faccio una fatica infernale a raggrupparli perché c'è un vento forte che se li porta via.
Mi piacerebbe metterli tutti insieme e chiuderli svolazzanti in un cassetto per poi tirarli fuori uno ad uno e snocciolarli. Li conosco a menadito, ma mi si incasinano dentro la testa e restano appesi senza soluzione.
Il più urgente. La casa. Quella di adesso. E quella che verrà, molto presto.
Vittorio è dai nonni come ogni mercoledì. Il mercoledì è il "mio" giorno, quello in cui posso riappropriarmi degli spazi, di questa casa che ha retto per sette mesi all'urto di un nuovo dirompente arrivo, ma che non ce la fa quasi più. Io che amo le linee pulite, i colori tenui, gli ambienti coerenti, mi ritrovo ad inciampare ogni mattina all'alba su una sdraietta basculante giallo fosforescente coi pesci e le stelle marine, che si illumina e comincia a suonare all'impazzata musiche non ancora identificate. La sera, invece, al ritorno dal lavoro, la palestrina rossa con gli archi e gli animali della fattoria domina in un salone che un tempo era il nostro rifugio dallo stress della giornata.
E' incasinata, non ha più un filo che la tiene insieme, questa casa. Ma in tre anni me ne sono innamorata così profondamente da sentirmi male all'idea di lasciarla ad altri. Non è così lontano, quel momento. Ci si sposterà altrove fra tre mesi, nella peggiore delle ipotesi. Cerco di sfruttare questi mercoledì per sedermi davanti alla finestra, con una tazza calda con dentro qualcosa, e dedicarmi a me, a noi.
Specchi, parquet, boiserie, piante, cotto, legno e metallo, mattonelle, tessuti mi si accalcano nel cervello. Arredare un nuovo ambiente mi mette ansia e mi elettrizza allo stesso tempo. Si tratta di trasferire "me" sulle cose, nello spazio. Si tratta di trasformare la casa in "me". Ho la sensazione che questo avverrà, come sempre, nel modo più semplice. Scegliendo tutto di pancia.
La camera da letto, tanto per cominciare. Ho duecentomila idee, mi ci vorrebbe una stanza di 150mq.
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